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auto blu e prostituta

Gli scandali delle auto blu


Quando si parla di auto blu, inevitabilmente si finisce a parlare di scandali.
Inizialmente concepite come vetture di servizio, col passare degli anni sono diventate il simbolo più evidente del potere politico e amministrativo nella sua forma più deleteria, come manifestazione di grande autorità e di una presunta superiorità morale che spesso non trova riscontro nella realtà. Non è un caso se la percentuale di inquisiti e pregiudicati nel Parlamento italiano è stata spesso superiore a quella presente fra gli abitanti delle aree più degradate e malfamate della città di Napoli, dove domina la camorra nell’illegalità generale.

La questione diventa tanto più scottante se ci si sofferma sulla tipologia delle auto utilizzate: si tratta di mezzi che diventano sempre più lussuosi man mano che si sale la scala del potere, fino ad arrivare a vetture caratterizzate da costi altissimi e superiori ai 100mila euro ad esemplare. La cosa stride particolarmente in questo periodo di crisi, in cui molti pensionati non riescono nemmeno ad arrivare a fine mese e devono intaccare i propri risparmi solo per poter mangiare.

auto blu e prostituzioneInoltre, lo stesso utilizzo delle auto blu si è spesso dimostrato contrario ad ogni logica di buon senso. Si è arrivati al punto di utilizzarle per fini strettamente personali e al di fuori di un qualunque contesto lavorativo, settore per cui erano state concepite.

Nel malcostume generale, si sono utilizzate per portare i propri figli a scuola, per accompagnare la moglie a fare la spesa, per andare in vacanza al mare, per portare gli animali dal veterinario. In qualche caso sono state utilizzate addirittura per andare a prostitute!

E che dire dei costi di esercizio, di manutenzione e pulizia? Sembra che siano fatte d’oro tanto sono fuori mercato. Si pensi che lo stesso consumo di carburante raggiunge livelli assurdi: pur essendo per la maggioranza a gasolio, secondo un’indagine di Infomotori ognuna delle 60mila auto blu presenti in Italia copre 2,4 Km con un litro di carburante. Le vetture di Formula 1 ne fanno 3!
Risulta quindi chiaro che qualcosa non torna, è plausibile che molti utilizzatori facciano la cresta sulle spese (tanto chi paga è la popolazione!).

Un altro aspetto da considerare riguarda anche l’impiego del personale che le guida. Nel corso della storia italiana l’uso delle auto blu si è diffuso a macchia d’olio, così come l’utilizzo di autisti spesso in sovrannumero. In alcuni casi, per una singola auto di rappresentanza possono lavorare fino a 6 autisti, a testimonianza che spesso le Istituzioni vengono strumentalizzate a fini personali, con assunzioni di stampo clientelare per avere consenso in sede elettorale. E il fatto che lo stesso numero delle auto blu in circolazione sia così straordinariamente alto, ha fatto lievitare inevitabilmente questo malcostume in tutta Italia, in particolar modo nelle aree del Sud dove non si nega l’auto blu nemmeno a Sindaci di Comuni di poche migliaia di abitanti.

auto blu e vigileE lo stesso impiego di questi mezzi viene fatto senza rispettare le più comuni regole del Codice della Strada. Innumerevoli sono le segnalazioni dei cittadini che riguardano il mancato rispetto dei divieti di sosta, del divieto di sorpasso, della guida nella corsia di emergenza, e via di questo passo. Spesso intervengono sia i vigili urbani che la polizia a sanzionare simili comportamenti, ma è un dato di fatto che poi queste multe o vengono pagate dall’amministrazione (cioè in definitiva da noi) oppure vengono stracciate. Sembra quasi che i politici e i burocrati siano al di sopra della legge.

Per limitare enormemente tutti questi scandali e questi sprechi, recentemente è stata proposta una riforma generale del settore allo scopo di sfrondare l’enorme parco macchine esistente: le auto blu dovrebbero spettare solo al Capo dello Stato e agli appartenenti del Consiglio dei Ministri, con un risparmio per le casse statali di circa un miliardo di euro all’anno. Ma è evidente che una riforma del genere trova grosse resistenze proprio da parte di chi dovrebbe attuarla: i privilegi sono duri a morire, soprattutto se sono spesati dalle tasse che paghiamo noi!

Auto Blu


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